La Mitsubishi Lancer Evolution, è la versione rivisitata della Mitsubishi Lancer prodotta dal 1992 per adattarsi ai regolamenti vigenti nel campionato Rally andando a sostituire la ormai vecchia Galant Vr 4 che fino ad allora aveva dominato i campionati di rally.
Questa versione rivisitata venne preparata dalla Ralli Art che la ha completamente modificata lasciando solamente la scocca in comune con la versione stradale della Lancer.
La peculiarità di questa vettura è che i modelli sono differenziati da un ordine numerico romano ; il grande successo che ha avuto questa macchina ha portato la Mitsubishi addirittura a sfornare ben dieci modelli in meno di un decennio dalla sua prima presentazione.
In casa Mitsubishi il successo di questa vettura era piuttosto inaspettato ; infatti all’inizio nella sua prima sua versione si era prevista la sola distribuzione per il Giappone , ma , viste le richieste di questa vettura all’estero, dalla versione V si decise di allargare il mercato all’europa e con la VIII si apri anche il mercato agli Stati Uniti .
La Lancer si collocò in una fetta di mercato particolarissima ovvero quella delle quattroporte sportive 4per4 dove l’unica altra sua avversaria diretta è la Subaru Impreza Wrx Sti
Le Lancer Evolution , che sono nate per i rally, sono state macchine formidabili in tutte le versioni tanto che queste qualità la portarono a vincere 1 titolo Costruttori (1998) e 4 titoli piloti (1996-1999) con Tommi Makinen.
src="http://pagead2.googlesyndication.com/pagead/show_ads.js">
La Lancer Evolution X è stata presentata quest’anno ed è dotata di un motore 2.0 L del tutto nuovo denominato 4B11 T (che sta per turbo ) che dovrebbe portare la potenza alla quota di 295 hp e la coppia a 407 Nm oltre ad avere un design del tutto rivisitato sia negli interni che negli esterni.
Test Drive
La versione in prova è una Lancer evo 8 GSR con 265 cavalli e 343 nm di coppia ed un peso totale di 1410 kg rossa il cui costo è grossomodo di 26.000 euro usata. La prima cosa che colpisce sono i volumi imponenti della vettura e soprattutto il muso estremamente aggressivo ed il grosso spoiler posteriore. Le gomme in questa macchina si inseriscono alla perfezione nonostante le misure nemmeno esagerate infatti monta delle gomme 235 45 con raggio 17. Salendo si notano per prima cosa i sedili Recaro ed il volante momo a tre razze con l’airbag .
I sedili sono abbastanza alti e gli interni in un certo qual modo sono organizzati con lo stesso ordine dei Mercedes , addirittura tra i passeggeri posteriori è presente un portabicchieri nel bracciolo in mezzo e gli spazi non mancano assolutamente e il bagagliaio è molto capiente anche se i sedili posteriori non sono ribaltabili.
La strumentazione è composta:
A sinistra dal contachilometri con le cifre espresse sia in km/h che arriva fino a 300 km/h.
Al centro vi è il contagiri che arriva fino a 9000 giri e ha il imitatore impostato a 7800 giri all’interno del contagiri sono presenti le tre impostazioni dei differenziali impostabili attraverso un tasto a sinistra vicino regolatore dei vetri elettrici.
Il pilota inoltre ha la possibilità di intervenire manualmente sul sistema di bloccaggio del differenziale tramite il tasto tasto ACD posizionato sulla sinistra del cruscotto.
Questo tasto ha preselezionate tre modalità di intervento in rapporto al fondo stradale sul quale si marcia:
Tarmac: utilizzato per terreni asfaltati
Gravel: utilizzato per terreni bagnati o sassosi (comunque che offrono uno scarso attrito)
Snow: per terreni innevati o fortemente sdrucciolevoli
Il pilota saprà in ogni momento quale di queste modalità è attiva grazie ai led che sono presenti nel quadro del contagiri
A destra invece vi sono indicatore livello benzina temperatura acqua e una strumentazione con la scritta lancer dove si vede la impostazione dell’watercooler che è un dispositivo che spruzza letteralmente acqua contro l’intercooler in modo da raffreddarlo nei momenti del bisogno; questa cosa mi ha colpito molto infatti il watercooler non è semplicemente automatico che si attiva a seconda delle necessità ma può anche essere comandato manualmente attraverso un tasto vicino alla leva del cambio tramite un pulsante che permette di selezionare modalità AUTO o MANUAL: in modalità AUTO viene visualizzata la spia nel cruscotto e a seconda del bisogno il sistema spuzza acqua in maniera autonoma (è consigliato non usarlo a lungo però) mentre in modalità MANUAL saremo noi a spruzzare direttamente a nostro piacimento.
Appena si accende il motore non si nota molto il sound della macchina ma a motore freddo il suono ricorda molto quello di un pulman quasi per il sibilo sopratutto...
Appena l’olio entra in temperatura il rumore scompare e lascia spazio alla potenza del turbo a doppi giranti infatti la macchina tra i 0 ed i 3000 è una macchina spinta reattiva ma oltre i 2500 inizia ad entrare la turbina e dai 4500 escono tutte le potenzialità del motore salendo con una fluidità ottima fino ai 7800 giri anche se la coppia si avverte poco in quanto è scaricata su entrambi gli assi.
Questa potenza scaricata con tanta fluidità può essere considerata da alcuni un pregio però vi è un tasto dolente : non ci si accorge assolutamente della velocità e spesso se non si guarda il tachimetro si rischia di esagerare .
In curva appare lenta in inserimento ma è una macchina piuttosto nervosetta anche perché non sono presenti controlli elettronici di stabilità e con il peso sostenuto di questo mezzo bisogna avere molta confidenza nelle rotonde e saper dosare il gas perché rischi di girarti facilmente se apri troppo per i tanti cavalli e se stacchi troppo tardi rischi di trovarti in un forte sottosterzo .
I freni di serie sono dei Brembo a sei pompanti con dischi normali che sono assolutamente insufficienti per far fermare il mezzo con tempestività.
Aprendo il cofano motore fa bella mostra di se il motore trasversale mitsubishi e gli altri componenti che sono messi con un ordine meticoloso e riempiono per bene il vano motore inoltre dietro il paraurti anteriore fa bella presenza l’intercooler e la presa d’aria sul cofano non è altro che una presa d’aria per raffreddare i bollenti spiriti della Evo .
La linea di scarico è molto particolare infatti è trasversale rispetto alla vettura e termina con un bel terminale da 110 mm che sbuca dall’imponente paraurti posteriore apparendo addirittura piccolo.
Conclusioni
La prima cosa che mi ha colpito è stata che la Lance Evo VIII è due auto in una : da una parte è una berlina comoda e tranquilla( sotto i 4000 giri ) e dall’altra è quello che si chiama un ottima “ tuning base” ovvero una base per far partire una elaborazione di alto livello per girare in pista .
Il motore è ampliamente modificabile ed è altresì vero che alcune componenti di serie sono basate di certo per una guida al di sotto delle possibilità del mezzo come l’assetto i freni ed il peso riducibilissimo .
In qualsiasi caso questa vettura mangia i tornanti in montagna in una maniera impressionante grazie alla trazione integrale infatti io la consiglierei a chi vive in montagna e vuole un mezzo sportivo per tutte le situazioni o a chi vuole un mezzo integrale per girare in pista elaborandolo a dovere.
Nessun commento:
Posta un commento