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venerdì 16 maggio 2008

NUOVA UNO?????

La Fiat low cost


Il progetto è stato concepito due anni fa, ed era contenuto nel piano quadriennale della Fiat che l'amministratore Marchionne ha presentato nel 2006 alla stampa ed agli analisti. Il progetto, denominato B Compact, è considerato molto importante in casa Fiat.



Nuova Fiat Uno



B-Compact, dunque, ad indicare una vettura compatta appartenente al segmento B. Un'auto che si inserisca tra la Panda e la Grande Punto. Quella, in definitiva, che nel mercato italiano sostituisce la Punto, ancora in vendita. Progetto importante, dicevamo, poichè questa vettura è destinata a prendere il posto della Palio.

La Palio è stata la prima World Car della casa torinese, venduta in molti mercati stranieri. Così, questa B-Compact, sarà venduta in tutti i paesi in cui la Fiat è presente, a cominciare da quelli sudamericani, per finire con quelli di recente sviluppo motoristico di massa.

Se si chiamerà Nuova Uno, o semplicemente Uno, ancora non si sa. La deduzione, piuttosto logica, è stata anticipata da Quattroruote. Molti i motivi che portano ad trovarci concordi con il noto mensile.

Innanzitutto, la facilità del nome. Uno è facile da pronunciare in tutto il mondo. Poi, la Uno, ha rappresentato un successo senza precedenti per la Fiat, con oltre 4 milioni di vetture vendute, in tutto il mondo. Peraltro, in molti paesi, come il Sud Africa, la Uno viene ancora venduta, seppur con accorgimenti e migliorie estetiche.

Infine, la Fiat ha dapprima rispolverato il nome Croma per la sua Station Wagon. E' stata poi la volta della Bravo, berlina due volumi ribattezzata come il modello degli anni 90 anzichè proposta come Nuova Stilo. Per non parlare della 500. Il nome di una vettura è importante, e in Fiat stanno seriamente prendendo in considerazione l'ipotesi di continuare con questa tendenza, come anticipato anche per una possibile Nuova Topolino.

Nuova Uno

La Nuova Uno erediterà molti componenti dalla Grande Punto, oltre ad alcune motorizzazioni. Motore trasversale, quindi, sospensioni MacPherson e a ruote interconnesse, rispettivamente all'avantreno ed al retrotreno. Il pianale della Grande Punto sarà ridotto in dimensioni.

La Uno dovrebbe rappresentare la vera Low Cost della Fiat, con prezzi che partiranno da circa 8.000 euro per arrivare ad un massimo di 11.000 per le versioni più accessoriate. Ancora non si sa dove la vettura sarà prodotta, visto che l'idea di acquistare uno stabilimento in Iran è naufragata. L'uscita è prevista per la fine del 2008 o inizio 2009. Attendiamo in breve tempo le prime spy foto, per proporvele.

Audi Q3

Dopo il successo straordinario della Q7, la Suv di lusso che per fascino, design e caratteristiche tecniche ha sbaragliato la concorrenza (e che concorrenza, visto che parliano di Porsche Cayenne, Bmw X5 e Mercedes ML...), alla Audi si sono resi conto che il filone delle Sport Utility è redditizio, ed il fascino della casa automobilistica tedesca è intatto anche per chi ama questo tipo di vetture.

E allora, ecco due nuove versioni della serie Q. Iniziando dalla Q3, la più piccola, che vedrà la luce nel 2009, anticipata dalla Q5, che invece sarà acquistabile già dal 2008. In un'ottica di completa ridefinizione del settore per quanto concerne il gruppo VW, che lancerà anche la Tiguan, seguita poi dalla Seat Altea XL Freetrack, ormai prossima all'uscita.




Nuova Audi Q3 Immagini Q3 Anteprima Q3



La Q3 si basa sul pianale della A3, con una trasmissione a quattro ruote motrici permanenti (QUATTRO), con una frizione centrale Haldex a controllo elettronico, capace di garantire una ripartizione ottimale della coppia motrice tra i due assali, a seconda delle condizioni di aderenza sull'asfalto.

La Audi Q3 sarà immessa sul mercato con una gamma completa, con motorizzazioni a benzina, con iniezione diretta, 1.8, 2.0 e 3.2 V6, mentre ci saranno un 1.9 ed un 2.0 turbodiesel Bluetec, ovviamente con filtro antiparticolato FAP. A quanto pare, questi motori saranno omologati Euro 6. Il cambio potrà essere manuale o automatico del tipo Tiptronic. Di serie ci saranno alcuni strumenti utili ed all'avanguardia, quali lo Stop e Start, il cruise control intelligente che massimizza anche il consumo del carburante.

Nella concept dal nome Audi Cross Coupè Quattro, notiamo anche i cerchi da 20 pollici, la gestione personalizzata dal nome di Audi Drive Select, che consente di selezionare le regolazioni della vettura: Dynamic, Sport ed Efficiency: ogni selezione ha la sua mappatura del motore, la sua selezione del cambio, la rigidezza delle sospensioni, a seconda del tipo di percorso e dello stile di guida.

Audi Q5

Audi Q5

L'attesa è terminata. Possiamo infatti vedere le foto ufficiali definitive della Audi Q5, presentata il 19 Aprile alla Kermesse di Pechino, in cui è esposta per la prima volta in versione definitiva. Intanto, l'Audi ha anche lanciato il mini sito ufficiale dell'Audi Q5.



Audi Q5 Foto Nuova Audi Q5 Q5



Presentata al salone dell'auto di Shangai, in Cina, la Audi Q5, in uscita nel 2008, e presentata a Marzo al Salone dell'auto di Ginevra, sarà una vettura capace di ridefinire il segmento dei Crossover. Infatti, in origine, la Q5 portava il nome di Audi Cross Coupè. Un segmento, quello delle cross coupè, che è in grado di coniugare la grinta anche estetica di una sportiva assieme agli spazi forniti dai Suv a quattro posti.

Molte le soluzioni tecniche studiate appositamente per questo modello e atte a conferire la funzionalità, lo stile ed il piacere di guida ed il comfort classico di tutte le Audi. Molte le caratteristiche stilistiche e tecniche che la Q5 avrà in comune con la sorella maggiore, la Suv Q7, e con le ultime audi sportive, in particolare la A5, uscita nel 2007.

Le linee estetiche della Q5

La griglia del radiatore, singleframe, è uno degli elementi distintivi di tutte le Audi della nuova generazione, e non mancherà nemmeno nella Q5, nell'ottica di un muso particolarmente aggressivo, a V, con le griglie basse piuttosto ampie, che conterranno i fari fendinebbia.

La fiancata richiama molto le linee di una Variant, con il tetto spiovente verso il posteriore, ed ampi passaruota. Posteriormente, i gruppi ottici dovrebbero essere non molto dissimili da quelli, in versione più allungata, della Q7, con uno spoiler discreto posto sopra il lunotto.

I fari anteriori sono tridimensionali, con la tecnologia a LED, che consentono di emanare una luce potente ma che non infastidisce i guidatori, molto adatta dunque per la guida notturna prolungata. Anche gli indicatori direzionali disporranno della stessa tecnologia. Tra l'altro, questo tipo di fari hanno un dispendio energetico basso.

La carrozzeria della Q5 utilizza al meglio lo spazio a propria disposizione, grazie ad una lunghezza di 4,38 metri, con una larghezza di 1,82 metri e l'interasse a 2,60 m, dimostra di avere dimensioni di poco superiori a quelle della Audi A3 Sportback, pur essendo ovviamente più alta (18 centimetri in più, per un totoale di 1,60 m). Il motore è installato in modo trasversale, così da guadagnare ulteriore spazio interno. Gli occupanti dei posti posteriori possono viaggiare comodamente, anche se occorre ricordare che stiamo parlando di una vettura omologata per quattro occupanti.

Gli interni della Q5



Audi Q5 Foto Nuova Audi Q5 Q5



Qualità estrema, cura di ogni singolo dettaglio, eleganza che quasi sconfina con il lusso senza mai dimenticare la comodità e, quindi, l'ergonomicità di ogni componente interno.


Il colore di base è un elegante bianco non brillante, con molti contrasti di colori differenti che rendono l'aspetto decisamente gradevole. I sedili e tutte le parti in pelle sono color marrone chiaro. Il divanetto dei sedili posteriori è in pelle, con ottimo sostegno laterale ed ergonomicità. Parecchie le regolazioni dei sedili anteriori.

I comandi sono tutti orientati verso il guidatore, con nella consolle centrale il display MMI retrattile, che offre al pilota tutte le informazioni necessarie per una guida sicura e sotto controllo. L'impianto di condizionamento sprigiona freschezza senza produrre correnti d'aria fastidiose. Il tutto avviene mediante oltre 4.000 fori di piccolissime dimensioni, che emanano l'aria senza focalizzarsi su punti precisi ma distribuendola in modo uniforme.

Interessante ed intelligente il sistema touch pad che consente, mediante mano, di spostare l'immagine visiva di eventuali mappe del navigatore.

Il tettuccio è apribile, elettricamente, a più livelli, arrivando a lambire il portellone ed offrendo una piacevole sensazione da cabriolet.

Motori e prestazioni della Audi Q5



Audi Q5 Foto Nuova Audi Q5 Q5



Il motore sarà il nuovo 2.0 TDI, quindi a gasolio, a quattro cilindri, che inaugurerà la nuova generazione dei diesel del gruppo Audi Volkswagen.

Con una potenza di 204 cavalli, una coppia massima di 400 Nm tra i 2.000 ed i 3.500 giri, sarà in grado di associare prestazioni sportive, comfort di guida ma soprattutto consumi più che accettabili. La casa parla di 5,9 litri consumati ogni 100 km.

Le emissioni inquinanti saranno particolarmente ridotte, sia per la presenza, di serie, del filtro antiparticolato, sia per il sistema Bluetec di iniezione, atto a ridurre l'emissione di ossido di azoto. Probabile l'omologazione per la categoria Euro 5. Una innovativa soluzione in termini di emissioni inquinanti è la presenza di un serbatoio aggiuntivo, che contiene la carbammine, una soluzione acquosa, che in piccole quantità vengono iniettate nel sistema di spurgo.


In questo modo, i gas di scarico, una volta riscaldati, decompongono la soluzione per dividere l'ossido di azoto in azoto e acqua.

Gli ammortizzatori indipendenti offrono sostegno verticale, sono posti in prossimità delle tuore e sono dotati del Magnetic Ride Control, tecnologia utilizzata con successo sulla R8, in cui viene utilizzato un fluido speciale che consente di modificare in qualunque momento la mappatura degli ammortizzatori. Speciali sensori comunicano al computer le condizioni di guida, in modo da consentire una guida più sportiva o più confortevole.

Per finire, il sistema Audi Drive Select, di cui la Q5 sarà dotata di serie, che consente di selezionare ben tre diverse configurazioni di motore, cambio ed ammortizzatori, al fine di arrivare a poter credere di disporre di tre auto diverse, una con caratteristiche sportive, una confortevole per i viaggi, ed una perfettamente efficiente, in cui il cambio viene usato con dolcezza e in cui i consumi sono minimi.

giovedì 15 maggio 2008

Nuova Focus Coupé-Cabriolet



Nuova Focus Coupé-Cabriolet
Un ritorno in grande stile
In anteprima al Salone di Ginevra 2008 ha fatto il suo esordio la nuova versione della FordFocus Coupé-Cabriolet quattro posti. Si tratta di una presentazione in grande stile per una macchina dallo stile inconfondibile, che va ad ampliare in maniera esclusiva la già ricca gamma Focus.
Un design studiato fin nei minimi dettagli
Il suggestivo aspetto esteriore della Focus Coupé-Cabriolet nasce dal binomio vincente composto dall’eleganza dello stile Pininfarina unita alla dinamicità dalle linee tipiche del kinetic design. Il risultato è stato così soddisfacente da far affermare a Chris Bird, Direttore Design di Ford Europa: “La nuova Focus Coupé-Cabriolet è una vettura davvero speciale.”In particolare, il progetto estetico armonizza con successo le linee eleganti del nuovo frontale, così fortemente improntate ai principi di “energia in movimento” proprie del kinetic design, con i tratti raffinati del profilo laterale e del posteriore, tipiche espressioni dello stile italiano.
Interni da record
Anche lo studio e l’allestimento degli spazi interni è stato condotto con un approccio moderno e rigoroso per trovare le migliori soluzioni possibili. La nuova Focus Coupé-Cabriolet vanta infatti il primato del bagagliaio con la maggior capacità nella sua classe: ben 534 litri con il tetto chiuso e 248 litri con l’hard-top ripiegato nel vano posteriore.Inoltre, per ottenere il massimo del comfort, tutti gli allestimenti prevedono finiture della più alta qualità: in particolare il rinnovato quadro strumenti dall’originale forma “a binocolo” è stato ridisegnato in modo da sporgere verso il guidatore per favorirne la lettura.

Il futuro è a bordo
La nuova Focus Coupé-Cabriolet vanta una ricca dotazione di accorgimenti tecnologici che rendono ogni viaggio un viaggio piacevole. Si va dal pulsante “Ford Power” per l’avviamento senza chiave al nuovo sistema di rilevamento della perdita di pressione nei prenumatici (DDS); dal moderno navigatore da 5” con slot per card SD, sistema DVD e schermo touch screen da 7” all’innovativo modulo di connessione audio per apparecchi esterni e nuovi livelli Bluetooth®, fino ad arrivare alla connessione USB. Insomma, il comfort non è certo un optional.
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Tanti modi per stupire
La nuova Focus Coupé-Cabriolet è disponibile in un’ampia gamma di motori, tutti ulteriormente migliorati a livello di acustica e vibrazioni per raggiungere standard di guida ancora più alti. Per ogni profilo di automobilista corrisponde uno specifico propulsore: la scelta comprende i Duratec a benzina e i Duratorq diesel, mentre il fiore all’occhiello rimane il 2.0 litri TDCi da 136 CV con DPF di serie e cambio manuale a 6 marce. Anche l’offerta di allestimenti è altrettanto ricca: il “Focus CC+ Pack” comprende cerchi in lega da 16”, tappetini in velluto e volante in pelle, mentre la serie “Titanium” è il top di gamma e include cerchi in lega di 17” con design specifico e sedili parzialmente rivestiti in pelle. Le combinazioni sono praticamente infinite.

Massimi standard di sicurezza
Nel progettare la nuova Focus Coupé-Cabriolet, Ford ha ovviamente posto un accento particolare sulla sicurezza, portandone gli standard a un livello sempre più alto.Il telaio è eccezionalmente rigido per supportare al meglio tutte le dinamiche di guida, la carrozzeria risulta essere robustissima grazie all’utilizzo di un acciaio speciale ad alta resistenza, la scocca passeggeri è stata ulteriormente rinforzata e inoltre le sospensioni e lo sterzo si avvalgono di regolazioni che ne hanno notevolmente migliorato l’assetto e la precisione. Anche l’elettronica contribuisce ad assistere efficacemente il guidatore in ogni situazione grazie a una serie di accorgimenti preziosi e ormai irrinunciabili, su tutti l’ESP e il TCS.

FIESTA


FIESTA
Fiesta si rinnova
Ford Europa reinventa nel 2008 la sua gamma di compatte per una nuova generazione di clienti, cominciando con una Fiesta tutta nuova dalle forme accattivanti e raffinate. L’automobile ha fatto il suo debutto mondiale al Salone di Ginevra 2008. Progettata e sviluppata in Europa per il mercato europeo, asiatico, sudafricano, australiano e americano, la nuova FordFiesta è il risultato del processo di sviluppo di un nuovo prodotto globale di marchio Ford. Il suo design dinamico e raffinato unito alla tradizionale affidabilità Ford, introduce un nuovo capitolo nella storia di successo dell'ovale blu.
Kinetic Design
La nuova Fiesta apre un altro capitolo nella storia della compatta di casa Ford. Carismatico e individualistico, il nuovo modello rappresenta il punto di vista più evoluto per quanto riguarda l’esecuzione, la qualità dei materiali e la cura dei particolari conservando i tradizionali punti di forza di Fiesta come solidità, bassi consumi, agilità e sicurezza. Per la prima volta, inoltre, vengono introdotte un gran numero di caratteristiche tipiche di una vettura di segmento superiore. La nuova Fiesta incorpora visibilmente le caratteristiche del “Kinetic Design” così come tutte le novità Ford in Europa negli ultimi due anni. Il debutto a Ginevra conferma che la nuova Fiesta sarà l'espressione reale di tutti gli elementi più accattivanti della Verve, la Concept car esposta di recente che ha riscosso grande successo in giro per il mondo.
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Dotazioni di categoria superiore
Un’altra priorità era accrescere la tradizionale eccellenza nella qualità. Anche gli ingegneri specializzati nella dinamica hanno lavorato sodo per incrementare il comfort di Fiesta, isolare l’abitacolo dai rumori della strada, del vento e del motore, e per conferire al nuovo modello una notevole tranquillità di guida.La nuova Fiesta conserva lo schema tradizionale delle sospensioni McPherson all’avantreno e posteriore di tipo “twist-beam”, che è stato uno dei suoi tradizionali punti di forza, ma la nuova sospensione e il sistema di sterzo sono stati ulteriormente migliorati. Lo sterzo assistito elettricamente (E-PAS) assicura il giusto grado di assistenza alle basse velocità, nonché eccellenti doti di feeling e prontezza di risposta. Il sistema E-PAS ha un altro effetto importante in quanto è un ulteriore aspetto chiave delle novità della nuova Fiesta per ridurre il consumo di carburante. La pompa elettrica dello sterzo interviene solo quando è richiesta un’assistenza nell’azione sterzante e questo porta ad una sostanziale riduzione dei consumi.Tra le innovazioni tecnologiche spiccano inoltre la tecnologia "senza chiavi" "Key Free", il pulsante di accensione “Ford Power”, il bocchettone di rifornimento Ford Easyfuel privo di tappo, la connettività USB e l'illuminazione diffusa dell'ambiente interno.

Connettività
La connettività è un altro punto di forza della nuova FordFiesta. La nuova consolle centrale comprende un utile contenitore per riproduttori musicali portatili MP3, incluso il connettore AUX IN, e la porta USB così come la tradizionale presa da 12 volt. Ciò consente al sistema audio della vettura il controllo ed il caricamento del lettore MP3. Sulla nuova FordFiesta è disponibile anche la connessione Bluetooth® con controllo vocale.

Sicurezza totale
Il team di sviluppo ha rifiutato compromessi nelle aree chiave che sono di primaria importanza per i clienti. Prima fra tutte la sicurezza, dove la nuova Fiesta compie un audace balzo in avanti con una struttura protettiva estremamente robusta ed un Sistema di Protezione Intelligente che introduce per la prima volta su Fiesta l’airbag per le ginocchia del guidatore. Diversamente dalle sue principali concorrenti nel segmento europeo delle utilitarie, cresciute in dimensione e peso, la nuova Fiesta conserva praticamente la stessa impronta iniziale. La Fiesta di nuova generazione è visibilmente più leggera della precedente anche se per la sua struttura sono stati utilizzati acciai ad alta resistenza. Una parte significativa di questi acciai speciali, come l'acciaio al boro ed a doppia fase, è il segreto dell’aumentata rigidità strutturale della vettura in rapporto al suo peso leggero.

Interni futuristici
La peculiarità degli interni della Concept Verve, il futuristico pannello strumenti centrale, ispirato alla telefonia portatile, con tecnologia rivolta all’interfaccia uomo-macchina, sarà una delle caratteristiche importanti della nuova FordFiesta.E’ finita l’epoca del cruscotto centrale piatto e verticale, una caratteristica tipica di molte utilitarie. La nuova tecnologia consente a Fiesta di separare gli elementi principali del sistema-audio, i tasti di controllo, il display e la sottostante componente elettronica, in un’architettura che lascia ai designer una maggiore libertà di creare forme funzionali ed esteticamente piacevoli.Molti clienti Fiesta di nuova generazione sono cresciuti con i telefoni cellulari, e saranno perciò immediatamente attratti dal design del sistema HMI (Human Machine Interface), che segue i contorni del cruscotto centrale per strutturare un display ad ampio schermo ed un pannello di controllo con tasti chiave per audio, telefono in auto e comandi di bordo. Utili interruttori alloggiati all’interno del volante consentono al guidatore di controllare facilmente ed intuitivamente le funzioni principali di bordo.Il caratteristico HMI (Human Machine Interface), già disponibile su Mondeo, S-MAX e Galaxy, rappresenta un grosso passo avanti per il cliente di una vettura compatta.

Motori potenti ed efficenti
La nuova FordFiesta offre una vasta scelta di motorizzazioni, dall’efficiente Duratorq TDCi diesel da 68 CV, al nuovo Duratec 1.6 16V a benzina da 115 CV . Inoltre, nell'ambito della gamma ECOnetic, Fiesta ECOnetic garantisce emissioni di CO2 inferiori a 100g/km e dai primi mesi del 2009 sarà disponibile anche una versione Flexifuel.




Kuga


Kuga
L'inedita Kuga
FordKuga rappresenta il primo modello lanciato da Ford nel competitivo mercato europeo dei crossover e promette fin dall'esordio un piacere di guida unico sia su strada che in fuoristrada.
Personalità e presenza
L’eleganza di FordKuga si fonda sul solido telaio ben collaudato ed apprezzato sia sulla FordFocus che sulla FordC-MAX. Il carisma della nuova FordKuga indica con assoluta chiarezza la nuova direzione dello stile dei prodotti di Ford Europa. Il punto di partenza è un design giovane e moderno, sempre accompagnato dalla sostanza che completa le promesse estetiche. Tutto questo si rivela con chiarezza grazie a dinamiche di guida uniche, all'assoluta attenzione alla sicurezza, all'elevato livello di qualità. L'elevata posizione della seduta, la trasmissione integrale intelligente e l'ampio volume di carico rendono la FordKuga decisamente accattivante.
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Sono disponibili due versioni: Kuga+ e Kuga Titanium, entrambe sviluppate per soddisfare le esigenze del cliente, grazie ad un equipaggiamento standard di alto livello nella Kuga+ e alla moderna tecnologia della Kuga Titanium. I gusti individuali degli appassionati trovano infine soddisfazione grazie ai pack dedicati che forniscono importanti elementi aggiuntivi in termini di protezione, capacità di carico, stile e accessori. FordKuga dispone di tecnologie che Ford ha introdotto con successo nel segmento superiore e che, in tempi più recenti, sono state offerte anche sulla nuova FordFocus. A queste si aggiungono caratteristiche assolutamente nuove per questo segmento ed in generale per i modelli Ford in Europa, come il portellone posteriore sdoppiato.
Potenza e prestazioni
Il motore di Kuga è il diesel 2.0 Duratorq TDCi common rail da 136 CV/100 kW con DPF di serie abbinato ad un cambio manuale a sei rapporti. Questo motore offre caratteristiche di coppia e potenza che risultano perfettamente calibrate per tutte le condizioni di carico del veicolo. La trazione anteriore e la trazione integrale intelligente garantiscono anche un interessante risparmio di carburante, con un consumo pari rispettivamente a 6,3 e 6,4 litri ogni 100 km nel ciclo misto. Il dato di 169 g/km di CO2 per la trazione integrale intelligente pone FordKuga ai vertici della categoria.
La sicurezza prima di tutto
FordKuga si propone quindi come l'ultima generazione di una gamma di vetture di successo che ha fatto degli standard di sicurezza il suo primo elemento di distinzione. L'elemento fondamentale che contribuisce alla sicurezza di Kuga è la rigida cella di sicurezza progettata e realizzata per resistere ad ogni deformazione. Un ulteriore contributo è fornito da una vasta scelta di sistemi di sicurezza attivi e passivi alcuni di questi appositamente dedicati ai pedoni. Il sistema ESP per il controllo della stabilità, rende infine ancora più sicura FordKuga e trasmette sicurezza a chi la guida.
Rifinita alla perfezione
E' possibile scegliere fra 10 colorazioni accuratamente selezionate, tra cui le nuove tinte metallizzate “Chill”, “Frozen White” e “Electric White”, quest’ultima inedita per le vetture Ford. Gli interni accattivanti e lussuosi presentano rifiniture in pregiata pelle e dettagli curati nei minimi particolari. Gli abbinamenti cromatici degli interni, le rifiniture, il cruscotto e le modanature delle porte conferiscono un look unico, elegante e al tempo stesso sportivo.
Spaziosità
FordKuga può ospitare comodamente cinque persone adulte. Il sedile posteriore è frazionabile 60-40, ed è realizzato per ripiegarsi in posizione piana, in modo da aumentare al massimo lo spazio disponibile quando si è in due a bordo. Sotto il sedile posteriore ci sono vani portaoggetti, oltre ad altri spazi sotto il piano di carico del bagagliaio, suddiviso in diversi scomparti per offrire la massima versatilità.




lunedì 12 maggio 2008

Citroën C4


Ecco a voi la nuova realizzazione della gamma francese, non troppo diversa dallo stile della sorellina C3, ma con molti accorgimenti utili in più.
Potrete trovarla sia nella versione coupè (più grintosa) che nella berlina, entrambe contrassegnate da una ben studiata aerodinamica caratteristica della casa automobilistica produttrice, diverse fra loro nella parte posteriore dove la versione coupè si contraddistingue con forme ben decise e “spezzate”, mentre la berlina (5p) ha dei tratti molto più morbidi e armoniosi…
Annunciate diverse motorizzazioni che prevedono 5 motori alimentati a benzina che partono dal 1.4 fino al 2.0 da un minimo di 90 e un massimo di 180CV e 3 versioni turbodiesel HDi (dai 92 ai 138 CV), con limitatore di velocità, che non è molto comune su auto di questa taglia…









Innovative le accortezze tecniche come il rilevamento di pneumatici sgonfi o addirittura un particolare avvisatore, che facendo vibrare il sedile del conducente, lo avverte se vengono superate le linee di corsia senza aver prima inserito la freccia. Sempre all’ insegna della sicurezza, sono stati pensati i vetri stratificati, che offrono inoltre, più silenziosità ai passeggeri…Un’altra particolarità tutta francese è il diffusore di aromi profumati collocato nella parte anteriore dell’abitacolo…quindi niente comunissimi “ambremagic”!
Provvista di uno schermo digitale fotocromatico collocato al centro del cruscotto dove visualizzare tutte le informazioni, permette di autoregolare la luminosità in base alla situazione della luce presente nella vettura, sono accortezze che contraddistinguono una tendenza al “nuovo” ben interpretata.

Recensione auto Mitsubishi Lancer Evolution


La Mitsubishi Lancer Evolution, è la versione rivisitata della Mitsubishi Lancer prodotta dal 1992 per adattarsi ai regolamenti vigenti nel campionato Rally andando a sostituire la ormai vecchia Galant Vr 4 che fino ad allora aveva dominato i campionati di rally.

Questa versione rivisitata venne preparata dalla Ralli Art che la ha completamente modificata lasciando solamente la scocca in comune con la versione stradale della Lancer.

La peculiarità di questa vettura è che i modelli sono differenziati da un ordine numerico romano ; il grande successo che ha avuto questa macchina ha portato la Mitsubishi addirittura a sfornare ben dieci modelli in meno di un decennio dalla sua prima presentazione.

In casa Mitsubishi il successo di questa vettura era piuttosto inaspettato ; infatti all’inizio nella sua prima sua versione si era prevista la sola distribuzione per il Giappone , ma , viste le richieste di questa vettura all’estero, dalla versione V si decise di allargare il mercato all’europa e con la VIII si apri anche il mercato agli Stati Uniti .

La Lancer si collocò in una fetta di mercato particolarissima ovvero quella delle quattroporte sportive 4per4 dove l’unica altra sua avversaria diretta è la Subaru Impreza Wrx Sti

Le Lancer Evolution , che sono nate per i rally, sono state macchine formidabili in tutte le versioni tanto che queste qualità la portarono a vincere 1 titolo Costruttori (1998) e 4 titoli piloti (1996-1999) con Tommi Makinen.







La Lancer Evolution X è stata presentata quest’anno ed è dotata di un motore 2.0 L del tutto nuovo denominato 4B11 T (che sta per turbo ) che dovrebbe portare la potenza alla quota di 295 hp e la coppia a 407 Nm oltre ad avere un design del tutto rivisitato sia negli interni che negli esterni.


Test Drive
La versione in prova è una Lancer evo 8 GSR con 265 cavalli e 343 nm di coppia ed un peso totale di 1410 kg rossa il cui costo è grossomodo di 26.000 euro usata. La prima cosa che colpisce sono i volumi imponenti della vettura e soprattutto il muso estremamente aggressivo ed il grosso spoiler posteriore. Le gomme in questa macchina si inseriscono alla perfezione nonostante le misure nemmeno esagerate infatti monta delle gomme 235 45 con raggio 17. Salendo si notano per prima cosa i sedili Recaro ed il volante momo a tre razze con l’airbag .
I sedili sono abbastanza alti e gli interni in un certo qual modo sono organizzati con lo stesso ordine dei Mercedes , addirittura tra i passeggeri posteriori è presente un portabicchieri nel bracciolo in mezzo e gli spazi non mancano assolutamente e il bagagliaio è molto capiente anche se i sedili posteriori non sono ribaltabili.

La strumentazione è composta:
A sinistra dal contachilometri con le cifre espresse sia in km/h che arriva fino a 300 km/h.
Al centro vi è il contagiri che arriva fino a 9000 giri e ha il imitatore impostato a 7800 giri all’interno del contagiri sono presenti le tre impostazioni dei differenziali impostabili attraverso un tasto a sinistra vicino regolatore dei vetri elettrici.
Il pilota inoltre ha la possibilità di intervenire manualmente sul sistema di bloccaggio del differenziale tramite il tasto tasto ACD posizionato sulla sinistra del cruscotto.
Questo tasto ha preselezionate tre modalità di intervento in rapporto al fondo stradale sul quale si marcia:

Tarmac: utilizzato per terreni asfaltati
Gravel: utilizzato per terreni bagnati o sassosi (comunque che offrono uno scarso attrito)
Snow: per terreni innevati o fortemente sdrucciolevoli

Il pilota saprà in ogni momento quale di queste modalità è attiva grazie ai led che sono presenti nel quadro del contagiri

A destra invece vi sono indicatore livello benzina temperatura acqua e una strumentazione con la scritta lancer dove si vede la impostazione dell’watercooler che è un dispositivo che spruzza letteralmente acqua contro l’intercooler in modo da raffreddarlo nei momenti del bisogno; questa cosa mi ha colpito molto infatti il watercooler non è semplicemente automatico che si attiva a seconda delle necessità ma può anche essere comandato manualmente attraverso un tasto vicino alla leva del cambio tramite un pulsante che permette di selezionare modalità AUTO o MANUAL: in modalità AUTO viene visualizzata la spia nel cruscotto e a seconda del bisogno il sistema spuzza acqua in maniera autonoma (è consigliato non usarlo a lungo però) mentre in modalità MANUAL saremo noi a spruzzare direttamente a nostro piacimento.

Appena si accende il motore non si nota molto il sound della macchina ma a motore freddo il suono ricorda molto quello di un pulman quasi per il sibilo sopratutto...
Appena l’olio entra in temperatura il rumore scompare e lascia spazio alla potenza del turbo a doppi giranti infatti la macchina tra i 0 ed i 3000 è una macchina spinta reattiva ma oltre i 2500 inizia ad entrare la turbina e dai 4500 escono tutte le potenzialità del motore salendo con una fluidità ottima fino ai 7800 giri anche se la coppia si avverte poco in quanto è scaricata su entrambi gli assi.

Questa potenza scaricata con tanta fluidità può essere considerata da alcuni un pregio però vi è un tasto dolente : non ci si accorge assolutamente della velocità e spesso se non si guarda il tachimetro si rischia di esagerare .

In curva appare lenta in inserimento ma è una macchina piuttosto nervosetta anche perché non sono presenti controlli elettronici di stabilità e con il peso sostenuto di questo mezzo bisogna avere molta confidenza nelle rotonde e saper dosare il gas perché rischi di girarti facilmente se apri troppo per i tanti cavalli e se stacchi troppo tardi rischi di trovarti in un forte sottosterzo .

I freni di serie sono dei Brembo a sei pompanti con dischi normali che sono assolutamente insufficienti per far fermare il mezzo con tempestività.

Aprendo il cofano motore fa bella mostra di se il motore trasversale mitsubishi e gli altri componenti che sono messi con un ordine meticoloso e riempiono per bene il vano motore inoltre dietro il paraurti anteriore fa bella presenza l’intercooler e la presa d’aria sul cofano non è altro che una presa d’aria per raffreddare i bollenti spiriti della Evo .

La linea di scarico è molto particolare infatti è trasversale rispetto alla vettura e termina con un bel terminale da 110 mm che sbuca dall’imponente paraurti posteriore apparendo addirittura piccolo.


Conclusioni
La prima cosa che mi ha colpito è stata che la Lance Evo VIII è due auto in una : da una parte è una berlina comoda e tranquilla( sotto i 4000 giri ) e dall’altra è quello che si chiama un ottima “ tuning base” ovvero una base per far partire una elaborazione di alto livello per girare in pista .

Il motore è ampliamente modificabile ed è altresì vero che alcune componenti di serie sono basate di certo per una guida al di sotto delle possibilità del mezzo come l’assetto i freni ed il peso riducibilissimo .

In qualsiasi caso questa vettura mangia i tornanti in montagna in una maniera impressionante grazie alla trazione integrale infatti io la consiglierei a chi vive in montagna e vuole un mezzo sportivo per tutte le situazioni o a chi vuole un mezzo integrale per girare in pista elaborandolo a dovere.

venerdì 2 maggio 2008

PUBBLICITA' SERIE, SPINTE E...DIVERTENTI O DEMENZIALI.

Avendo poco tempo per far passare un'idea, la pubblicità utilizzerà spesso preconcetti.
La pubblicità utilizza dunque spesso stereotipi e cliché tradizionali: la donna (bionda) è in cucina, l'uomo (bianco) al lavoro, e i bambini (felici) in una casa confortevole, magari anche con un pizzico di simpatico esotismo. Tuttavia, a volte succede che essa utilizzi dei contro-ruoli, allo scopo di richiamare l'attenzione del consumatore. D'altra parte, se essa cerca a volte di essere provocatoria, perfino scioccante (vedi il caso della Gran Bretagna e la sua prevenzione stradale), essa non cessa di riproporre i suoi supporti, che sono passati dalla donna prosperosa al bambino del giorno d'oggi. Al di là dei cliché, la pubblicità cerca di sedurre attraverso una immagine "politicamente corretta", come il bambino, e più generalmente, il "bebè" che si ritrova adatto sia per l'automobile (Opel), sia per il fast-food (Mc Donald).

Cercando di essere efficace, essa utilizzerà ogni volta che sia possibile un richiamo, un appello a sentimenti o istinti forti, saltando a piè pari la riflessione ragionata. La pubblicità vedrà dunque un fiorire di offerte piene di pin-up, o di maschi super palestrati. Georges Bernanos va ancora oltre in questa visione, affermando che i motori di scelta della pubblicità sono semplicemente i sette peccati capitali, per la ragione che è molto più facile appoggiarsi sui vizi dell'uomo che sui suoi bisogni. Ancora la pubblicità a cui fa riferimento l'autore citato non esisteva ai suoi tempi nella forma attuale. Allora consisteva soprattutto di piccoli annunci e "reclame".

Non è facile farsi notare in mezzo a settemila messaggi pubblicitari. La pubblicità dunque cerca di provocare per incidere meglio sulla mente.
Il committente desidera spesso esprimere un'immagine di novità e audacia (tecnica o artistica). Una pubblicità spinta utilizzando simboli religiosi o simili, oppure che non esiti a fare uso della violenza, può essere una pubblicità vincente in termini di influenza sul pubblico. D'altra parte è noto che le scariche di adrenalina rendono più efficace la memorizzazione.
Si comprende dunque perché, tra stereotipi, sesso e violenza, la pubblicità sia criticata, e anche, talvolta, condannata penalmente
Esiste anche l'altra pubblicità, quella da sempre è fucina di piccole gags comiche o demenziali.






martedì 22 aprile 2008

LA PUBBLICITA' TELEVISIVA, BREVE STORIA.

Pubblicità televisiva
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

La pubblicità ha assunto particolare importanza nel mondo televisivo, costituendo la principale fonte di entrata per le televisioni commerciali ed anche per la Rai, che pure usufruisce di un canone di abbonamento. All'estero alcune emittenti di stato si autofinanziano con il semplice canone, anche se è d'importo superiore a quello italiano ed è pagato da tutti.
La pubblicità televisiva o spot pubblicitario è un filmato breve prodotto e realizzato al fine di pubblicizzare un bene o servizio attraverso il cinema o la televisione. Lo spot spesso si avvale di registi famosi o della collaborazione di attori, che in questo caso vengono chiamati testimonial.
Per determinare l'appetibilità di uno spazio televisivo, dove inserire la pubblicità, si è creato un complesso sistema affidato alla società Auditel, L'originale idea di far partecipare ad essa oltre che gli operatori del settore televisivo, anche i rappresentanti del mondo pubblicitario, si è tradotto in una struttura assolutamente dominata dal duopolio Mediaset - Rai.
Questo ha determinato anche un cambiamento del linguaggio della pubblicità televisiva: quello delle televisioni locali era molto più indirizzato al prodotto, le grandi catena internazionali del settore detergenza oppure delle benzine o delle automobili, si dirigono verso formule più istituzionali, magari secondo schemi non solo italiani.
Una delle caratteristiche attuali delle pubblicità è la forte influenza di modelli esteri, quando, addirittura non si tratta di traduzione in Italiano di spot fatti per altri mercati.
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LAMBRETTA ANNI '60....!!!!!!!!
L'epoca del monopolio Rai: in principio era Carosello.
Nei primi tre anni della televisione italiana, dall'esordio della Tv ufficiale del 1954, in Italia, non c'era la pubblicità. Si ricorda ancora come una ossessione le forme di controllo dei partecipanti di Lascia o Raddoppia o di Telematch per evitare che indicassero il nome di imprese o marchi di prodotti. Un esempio di pubblicità redazionale fu, in occasione dell'uscita della Fiat 600 un cortometraggio celebrativo, chiaramente ispirato se non redatto dalla casa torinese.
La pubblicità diretta o tabellare, iniziò sulla televisione italiana il 3 febbraio del 1957. L'atto di Concessione da parte del Ministero delle Poste e la RAI prevedeva che gli spazi pubblicitari non potessero superare il tetto del 5% dell'intero tempo di palinsesto.
Questo limite così rigido era dovuto al timore che un eccesso di pubblicità televisiva avrebbe potuto sottrarre risorse agli altri media (giornali, cinema, manifesti,…). Del resto una televisione che non mancava occasione per ricordare il suo carattere di servizio pubblico e con intenti didascalici, male poteva vedere il diffondersi di consumi di massa.
Per questo intento di delimitare rigidamente lo spazio pubblicitario, fu confinato in uno speciale siparietto Carosello, che conteneva quattro (poi cinque, sino ai sei degli ultimi anni) messaggi pubblicitari a loro volta costituiti da una "microstoria" senza enunciare il nome dello sponsor che era ammesso solo nella parte finale. La bravura dei pubblicitari fu premiata da una accoglienza entusiastica da parte del pubblico soprattutto infantile. Le scenette di Carosello erano sicuramente le più amate dal pubblico e le più celebri sono ricordate ancora adesso, così come gli slogan pubblicitari: Calimero e !Ava come lava!, oppure Carmencita e il "Moplen" . Anche personaggi molto noti prestarono il loro volto per Carosello: Gino Bramieri, Ernesto Calindri, Lia Zoppelli, e persino il grande Totò, sia pure in una sola occasione.
Legò la sua fama a Carosello soprattutto il grande Ernesto Calindri, con i caroselli dei noti amari digestivi "China Martini" e Cynar: Calindri nel carosello della China Martini, per la quale interpretò delle scenette assieme all'amico e collega Franco Volpi, nei panni di due ufficiali dell'Ottocento che commentavano gli avvenimenti e le novità finendo sempre col dire "Düra minga!", cioè "non dura mica" in dialetto milanese stretto. "Fino dai tempi dei Garibaldini rimase, con la sua musichetta, nell'orecchio di tutto gli italiani. In seguito nel 1966 ebbe inizio la serie di filmati pubblicitari per il Cynar, noto aperitivo a base di estratti di carciofo, che legò indissolubilmente il nome di Calindri al liquore addirittura fino al 1984, rendendo lo slogan: "Contro il logorìo della vita moderna" un'espressione ancora oggi di uso comune.
Il singolo elemento del siparietto era di una durata rigidamente prefissata sia per quello che riguardava la "scenetta" che lo spazio pubblicitario vero e proprio: sigle, personaggi e cannovaccio era rigidamente ripetitivo, ma ogni "presentazione" costituiva un unicum ed, anzi, veniva persino annunciata la data, in genere a cadenza decadale, in cui le stesse scenette sarebbero state continuate, come un "arrivederci alla prossima puntata" della tradizione radiofonica.
Ancora si discute perché la Rai si decise a sopprimere una formula di tanto successo. Il mondo dei pubblicitari, del resto cominciava a vedere di mal occhio la stessa creatura che con tanta abilità aveva creato: costi troppo alti, alcuni casi di dubbia efficacia in quanto il telespettatore tendeva a ricordare le scenette e rimuovere l'aspetto reclame.
La fine di Carosello e della sua fu il definitivo affermarsi dello spot televisivo: un messaggio preregistrato, reso possibile proprio dall'evoluzione tecnica che viene ripetuto più volte, anche nella stessa giornata. Non era più il presentatore o la valletta che indicava il nome dello sponsor come faceva Corrado alla Radio con il Piatto d'argento Palmolive, offerto ai concorrenti di Rosso e Nero, ma un breve inciso, studiato nei minimi particolari da stuoli di professionisti, ma che, appunto doveva ammortizzare i suoi costi in una campagna pubblicitaria prolungata nel tempo.

Il ruolo della Sipra
L'Iri e la Rai già avevano per la gestione degli spazi pubblicitari della radio la SIPRA (Società Italiana Pubblicità Radiofonica e Affini), e ad essa fu affidata anche la pubblicità televisiva.
Fu solo con Carosello che questa società ebbe un grande sviluppo e si trasformò in uno degli strumenti più potenti di sottogoverno del Paese. Tutto il mondo della produzione con prodotti destinati al largo mercato voleva inserirsi nel ristretto numero delle aziende ammesse alla pubblicità su Carosello: lo strumento di potere e indirettamente di controllo politico fu quello di accettare solo aziende che acquistavano un "pacchetto" comprendente anche pubblicità su giornali di partito o graditi ai partiti.
La Sipra, in questo modo, era in grado di offrire un minimo garantito anche a giornali o settimanali vicini a movimenti politici sicuramente non appetibili dal punto di vista pubblicitario in quanto non raggiungevano grosse tirature.
La produzione degli spot su Carosello fu affidata completamente ai privati, salvo la supervisione della SIPRA stessa, e si risolse in una grandissima palestra per creativi, registi attori anche di un certo livello che nella tanto disprezzata pubblicità trovarono una notorietà mai raggiunta in anni di carriera artistica.
I bambini di allora, erano "spediti a letto" dai genitori subito dopo la fine di Carosello: "E dopo carosello tutti a nanna". Carosello mandò a nanna i bambini per l'ultima volta i suoi giovani telespettatori dopo vent'anni nel 1977 e poco tempo prima che arrivasse la trasmissione Portobello.

L'avvento delle TV locali
La rottura del monopolio televisivo fu determinato da una storica sentenza della Corte Costituzionale del 1976 su una vertenza instaurata da Telebiella, piccola televisione via cavo fondata dall'ex regista della Rai Peppo Sacchi.
Sempre a Biella un piccolo mobilificio locale Aiazzone iniziò una campagna pubblicitaria per la consegna di mobili di prezzo non elevato, ma senza pretese di qualità Iva trasporto montaggio inclusi nel prezzo con consegna gratuita in tutta Italia, isole comprese.
L'invito ossessivamente ripetuto dall'anchorman Guido Angeli era a presentarsi in una delle sedi di Aiazzone a suo nome, per saggiare di persona la qualità del mobilio. "Provare per credere" e il relativo gesto della mano di Angeli simpaticamente definito "Il San Tommaso del truciolato", oltre che l'espressione "Dite che vi manda Guido Angeli" entrarono nel vocabolario e negli usi quotidiani degli italiani. Fu un modo nuovo e inusuale di messaggio commerciale televisivo, indirizzato ad un pubblico di target medio-basso, per lo più proveniente da quella stessa Provincia italiana, quella Provincia "telesociologicamente" alla ribalta in quegli anni grazie alla trasmissione Portobello. Il linguaggio usato negli spot era semplice ma al tempo stesso molto diretto e accattivante: il sabato i visitatori erano invitati a pranzo e a cena dagli stessi arredatori, che erano disposti a venire gratuitamente a casa dei clienti a prendere le misure. Lo spot originale del mobilificio Aiazzone, con Guido Angeli
Il fenomeno dilagò in tutta Italia: gli spot Aiazzone erano trasmessi da Tv locali di tutta Italia. Un nugolo di mobilifici concorrenti imboccarono la stesa strada, commercialmente così interessante. Sembrava proprio che questa strada spontaneistica e così poco rispettosa delle regole canoniche del marketing dovesse affermarsi e con essa una pletora di piccole Tv a respiro provinciale o al massimo regionale, sotto l'influsso di alcuni imprenditori di prodotti a grande consumo.
Il punto di svolta fu la morte in un incidente aereo di Aiazzone. La sua impresa in breve andò in crisi ed anche la formula da lui inventata. Nonostante anche noti critici televisivi abbiano sottolineato come negli anni novanta o oggi ci siano mobilifici che si ispirano chiaramente nelle loro pubblicità televisive alla "filosofia" Aiazzone, nessun anchorman o nessun mobilificio è riuscito a replicarne lo strepitoso successo.

Publitalia '80.
Il mercato venne completamente cambiato dalla creazione di Publitalia '80: Telemilano, la televisione locale rilevata a basso prezzo da Silvio Berlusconi dai fondatori Giacomo Properzj e Alceo Moretti, non era contenta dell'operato dell'agenzia di pubblicità prescelta dal gruppo, pertanto decise di fondare una sua agenzia. L'impresa fu da subito gestita con metodi aggressivi rispetto al mercato: squadre di consulenti - formate secondo i principi del marketing e secondo le nuove tecniche d’analisi del mercato - sollecitavano i potenziali clienti, offrendo sconti e facilitazioni. La strategia vincente di Publitalia fu quella di rivolgersi anche alle medie aziende per le quali l'accesso alla pubblicità sulla Rai era assai difficoltoso per motivi economici.
Il successo fu immediato: il fatturato già nel 1980 toccò i 12 miliardi di lire di fatturato e l’anno successivo raggiunse i 78 miliardi di lire. La stessa aggressività il gruppo, allora denominato Fininvest, lo dimostrò sul fronte delle Tv locali appartenenti al suo sistema. Non per nulla quel periodo è passato alla storia con il nome di Far West televisivo: i canali non erano assegnati sulla base di concessioni pubbliche, ma di una vera e propria occupazione dell'etere; non era raro che nottetempo venissero recisi i cavi di alimentazione dei ripetitori dei concorrenti.
Grazie a Publitalia, Berlusconi vinse la concorrenza non solo delle minuscole Tv locali sparse nella Penisola, ma anche esperienze di imprenditori che avevano l'appoggio di una tradizione nell'ambito della carta stampata allora dominante tra i media pubblicitari, come Rusconi e Mondadori, rompendo la posizione dominante esercitata dalla SIPRA nel mercato della pubblicità.
Publitalia ripropose, riveduto a suo vantaggio il modello accentratore della Sipra, ottenendo, così come riconosciuto da alcuni stessi pionieri delle tv locali, il risultato di stroncare lo sviluppo delle Tv locali: la raccolta pubblicitaria viene compiuta a livello nazionale, gli investitori sono le grandi aziende nazionali, non viene stimolata la domanda decentrata né la collaborazione tra rivenditori, concessionari.
In questo modo Publitalia e SIPRA si trovano alleate e concordi nel togliere alle emittenti televisive locali qualsiasi possibilità di affrancarsi dal loro controllo e di poter contare su di un sufficiente pacchetto d’ordini di commissione.
Ne nasce immediatamente un duopolio, formalizzato anche in un raffinato strumento gestito insieme, l'Auditel, che coinvolge in modo selezionato, anche gli utenti della pubblicità.
Le autorità preposte e le associazioni di categoria e di difesa dei consumatori hanno contestato diversi aspetti della raccolta dei dati di indice di ascolto, finora essenziali per indirizzare gli investimenti pubblicitari validi siano quelli indirizzati a Mediaset e alla Rai.

Gli anni ottanta e novanta.
Il successo delle televisioni commerciali moltiplica esponenzialmente il numero degli spot. Al centro degli spot c'è una story, di solito basata su una famiglia che consuma o usa il prodotto reclamizzato. Tra le tante "telefamiglie" protagoniste di spot televisivi assai importante fu quella del "Mulino Bianco".Lo spot della "Famiglia del Mulino Bianco In questo spot era rappresentato il vissuto quotidiano di una famiglia composta da Mamma, Papà e due figli biondi, un maschio e una femmina che erano sempre felici e andavano volentieri a scuola, o facevano i compiti. Quest'immagine di famiglia, mitizzata e assai lontana dalla realtà, non abitava in un bicamere più servizi di un grigio palazozne alla periferia di qualche città italiana, ma in un "Mulino bianco" immerso in sconfinati campi di grano. La famiglia archetipo del Mulino bianco, viene filmata in varie fasi della giornata: il risveglio ad esempio è assai diverso da quello del rag. Fantozzi nei suoi film, dove si affrettava e "adoprava" di raggiungere il tram dopo "sveglia e caffè, barba e bidè presto che perdo il tram".
Qui al contrario la famiglia viene svegliata dal canto del gallo e dai primi raggi del sole che filtrano attraverso le persiane. Le facce sono rilassate e tutti si avviano di corsa a fare colazione ovviamente a base dei prodotti del Mulino bianco (Stelline, abbracci ecc) I bambini poi si avviano a scuola saltellando, con in spalle le loro cartelle leggerissime, mentre il papà, un quarantenne con la faccia e fascino da divo di Hollywood, li segue in bicicletta.
Il mulino in cui era girato lo spot, è un edificio realmente esistente a Chiusdino (Si): negli anni ottanta e nei primi anni novanta in seguito all'immensa popolarità raggiunta divenne anche un'attrazione turistica, con molti che si recavano li a visitarlo la domenica.
I titoli di coda degli anni ottanta, da un punto di vista pubblicitari scorrono dopocena, nella famosa pubblicità del digestivo Amaro Ramazzotti.La pubblicità della Milano da Bere, Amaro Ramazzotti Da semplice slogan a notissima frase che identifica un'intera era sociopolitica di una città il passo è breve per le tre parole "Milano da Bere". Negli anni seguenti, complici anche i profondi cambiamenti della società, che come cantava un noto cantante negli anni ottanta aveva "sempre più donne e sempre meno suore" sparisce la classica famigliola di 2 genitori e 2 figli in cui ambientare la story. Single,anziani,immigrati e persino velatamente coppie di fatto ottengono la ribalta degli spot televisivi.La liberalizzazione della telefonia fissa, e la forte concorrenza di operatori di telefonia mobile faranno nascere pubblicità martellanti su un genere che fino a pochi anni prima era in regime di rigido monopolio.

La crisi del modello pubblicitario.
Il modello pubblicitario che sembrava destinato ad espandersi in modo infinito, andò poi in crisi. Ad esempio l'eccesso di interruzioni durante la proiezione dei film, fece introdurre delle limitazioni.
Ma era l'intero sistema che veniva contestato: sorse, come idea alternativa, una televisione senza spot pubblicitari, ma che abbandonava il concetto di gratuità delle televisioni commerciali, per introdurre un canone privato di abbonamento o la formula del pay per view. Si pensavano essenzialmente due settori: i film (essenzialmente al posto del vecchio noleggio delle cassette o del più moderno Dvd) e il calcio. L'effetto dirompente di Calciopoli con la squadra più seguita retrocessa in serie B ha scombussolato i piani commerciali.
Il futuro, quindi, potrà presentare ancora delle sorprese, magari con parziali ritorni al passato. Ad esempio in alcune trasmissioni, come La bustarella, ripresa su Antenna 3 si è ritornati alla vecchia formula non dello spot televisivo, ma dei premi offerti dagli sponsor e annunciati dalla valletta.

Product placement in televisione.
La legislazione italiana attualmente vieta espressamente il product placement in televisione. Il fondamento di tale normativa viene di solito individuata nel bisogno etico di vietare la pubblicità occulta o comunque indiretta.
L'Unione Europea in sede di revisione della direttiva Televisione senza frontiere vuole, invece, rivedere questa posizione ed ammettere settori come le fiction dove sarebbe ammessa. Nel dibattito la posizione delle agenzie di pubblicità è a fianco di chi vuol mantenere il divieto, che gli ha permesso di creare un proprio ruolo insostituibile di intermediazione nella creazione e gestione degli spot pubblicitari.
Le forme indirette di asponsorizzazione sono, invece, ben viste dalle televisioni locali, che potrebbero vedere nel product placement una forma di raccolta di aiuti a produrre programmi da parte delle imprese locali.

Il voto del Parlamento Europeo.
Nel dicembre 2006 il Parlamento Europeo ha approvato il testo della nuova direttiva che permette una interruzione pubblicitaria ogni 30 minuti, e il product placement.

Esempi di pubblicità con attori o registi famosi.

Cristiana Capotondi nello spot del Maxibon Motta.
Gabriele Muccino dirige Fiorello e Mike Bongiorno per Wind
Gabriele Muccino dirige Camila Raznovich per Nescafé
Daniele Luchetti dirige Cristian De Sica, Adriana Lima, Elisabetta Canalis,Sofia Loren per i vari "episodi" degli spot Tim
Daniele Luchetti dirige Claudio Bisio per Mayò Calvé Unilever
Daniele Luchetti dirige Paolo Bonolis e Luca Laurenti per il caffè Lavazza
Daniele Luchetti dirige Cristian De Sica per il prosciutto cotto (serve la vaschetta?)
Daniele Luchetti dirige Stefano Accorsi per il gelato Maxibon (dù gust is megl che uàn)
Daniele Luchetti dirige Massimo Lopez nel fortino nel deserto per Telecom
Daniele Luchetti dirige Fabio Fazio per Totip
Giuseppe Tornatore dirige la campagna per la raccolta bollini Tamoil
Giuseppe Tornatore dirige Philippe Noiret per Enel
Ferzan Ozpetek dirige la campagna "...e pecché?" per Poste italiane
Wim Wenders dirige "l'uomo che falcia il grano" per Barilla
Woody Allen dirige la campagna "la Coop sei tu" per Coop
Laurence Dunmore dirige Giancarlo Giannini per Enel

Esempi di pubblicità famose degli anni '80 e '90 [modifica]
Il critico televisivo Aldo Grasso ha analizzato il fenomeno degli spot pubblicitari trasmessi sulle tv locali, soffermandosi prevalentemente sulle esperienze lombarde[1]. Questo è l'elenco degli spot pubblicitari indicati da Aldo Grasso:
KATIA ARREDAMENTI: con lo slogan Sciura Maria grazie di esistere, che realizza anche piccoli serial ambientati in località di interesse turistico note o meno note.
IL MERCATONE DELL'ARREDAMENTO DI FIZZONASCO: sempre identico da lustri, basato sull'esibizione in stile americano di majorettes.
EUROARREDI: con lo slogan non ci credi, se non vedi, esortazione "cresoempiristica", figlia del "provare per credere" di Guido Angeli del mobilificio Aiazzone.
GALLERIA DEL MOBILE: con lo slogan Galleria del mobile via Forze Armate, piazza Gobetti
CASA DEL BAGNO: "Jingle molto orecchiabile con musica soft, molto rilassante"
METALMARK: azienda di Orzinuovi, Brescia.
MIRACLE BLADE: spot doppiato dall'inglese dove un cuoco italo-americano fa mostra dei possibili usi che si possono fare dei coltelli in vendita con prezzo scontato alle prime 50 telefonate.
Tra gli spot pubblicitari di altri settori mandati in onda dalle tv locali di tutta Italia sono degni di menzione Rotawash con lo slogan gira gira gira, scegli Rotowash! (un pulitore per pavimenti) [1] ed Eminflex (materassi a molle).

Bibliografia di riferimento.
Ballardini Bruno, La morte della pubblicità, 1994, Castelvecchi
Ceserani G., Storia della pubblicità in Italia, 1988, Laterza
Falabrino G.L., Pubblicità serva padrona, 1999, Il Sole 24 Ore
Gambaro M. - Silva F., Economia della televisione, 1992, Il mulino
Fabris G., La pubblicità: teorie e prassi, 1997, Franco Angeli
Giusti M., Il grande libro di Carosello, Milano, 1995, Sperling&Kupfer
Grasso A., Storia della televisione italiana, 1992, Garzanti
De Vescovi F., Il mercato della televisione, 1997, Il mulino
Perrucci A. - Richeri A. (a cura di), Il mercato televisivo italiano nel contesto europeo, 2003, Il mulino
Dotto Piccinini, Il mucchio selvaggio, Milano, 2006, Mondadori

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